Terra di Arcade, di pace e prosperità secondo i miti greci.
Una sezione dedicata alle fotografie che hanno accompagnato viaggi e visioni.
Ogni punto di vista rimane personale nella fotografia, coadiuvato dallo strumento analogico o digitale, percorrendo i luoghi e lo “scorrere”, lasciandosi distrarre da istanti del quotidiano, da un bambino che corre, da un incontro, un deja’ vu, un luogo, un istante surreale, da luoghi popolati a ogni ora del giorno, ora incredibilmente vuoti. Qualcosa diventa improvvisamente degno di nota.
L’impalpabile differenza tra vedere e guardare.
Un istante di meditazione di fronte a ciò che ci si palesa di fronte, o un momento effimero di distrazione per osservare lo scorrere della vita quotidiana. L’istintiva selezione del fotografo che esclude dall’inquadratura tutto ciò che non serve a ricreare l’“architettura” percepita dalla sua mente, nel tentativo di darne un significato.
Intorno a noi tutto è Arcadia, ne siamo immersi e ne facciamo parte, anche se a volte come fotografi ci chiamiamo fuori dall’evento, ci eleviamo a narratori di istanti con le immagini.
Il distacco spesso è sottile e vano. L’istante è presente con noi e noi siamo immersi in ciò che scorre. Scegliamo, o meno, se portarne via una parte.