L’inizio di un percorso, un cammino, una visione, come la scelta di queste due parole ci suggerisce, una latina e una greca, che danno origine e condizionano una parte fondamentale della mia lingua.
Imago, dal latino è “Immagine”, termine utilizzato anche da C. G. Jung per definire quella parte dell’infanzia e pubertà dove le persone intorno a noi vengono a volte percepite come una illusione attraverso gli occhi ancora incontaminati, dove predomina una rappresentazione inconscia di chi ci circonda, idealizzate a volte in altre forme.
Eos, la dea greca dell’aurora e dell’alba. L’inizio. La luce. Dunque l’illusione donata dalla luce. La percezione delle cose attraverso un punto di vista personale, uno strumento, una chimera.
La fotografia ci permette di fermare la nostra memoria oltre alle alchimie mutevoli create dalla nostra mente, dalla distorsione dei ricordi, dal nostro bagaglio emotivo e nel contempo ci illude con nuove realtà e visioni.